Nozioni di giurisprudenza

La legge e i furti, nozioni di giurisprudenza

Tutelarsi dai malviventi e teoria della prevenzione – per difenderti dai ladri installa serrature di massima sicurezza

Il furto (art. 624-625)

Commette il reato di furto chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per gli altri.

La nozione di profitto va intesa in senso ampio e, quindi, non soltanto come vantaggio economico, ma anche come soddisfazione o piacere che l’agente, sia disponendo della cosa sia conservandola e sia servendosene, intende ottenere dalla propria azione criminosa.

In tal senso è la prevalente dottrina secondo la quale è profitto qualunque utilità , materiale o morale, che il colpevole si riprometta ovvero qualsiasi godimento, anche di natura esclusivamente sentimentale.

L’oggetto specifico della tutela penale nel furto è il possesso o non già la proprietà.

L’impossessamento di compie (ed il furto deve ritenersi consumato) solo quando il ladro oggettivamente  e soggettivamente realizza per sé una situazione di possesso sul bene sottratto, riuscendo cioè a sfuggire dalle cerchia di vigilanza del precedente possessore. Prima di tale momento l’attività del ladro costituisce solo l’ipotesi di un tentativo di furto e, come tale, sarà punibile ai sensi dell’art. 56. L’elemento psicologico richiesto per il reato di furto è il dolo specifico, cioè la coscienza e volontà della condotta tipica compiuta al fine di trarne profitto dalla cosa per sé o per altri.

La pena corrisponde a reclusione e multe secondo la legge in vigore, le circostanze aggravanti nella figura delittuosa di furto sono:

1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce e si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione (furto con violazione di domicilio);

2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si avvale di un qualsiasi mezzo fraudolento (es.: chiavi già rubate, chiavi false o chiavi intelligenti, grimaldelli);

3) se il colpevole indossa armi o narcotici, senza farne uso;

4) se il fatto è commesso con destrezza, ovvero strappando la cosa di mano o di dosso alla persona (borseggio e scippo);

5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio;

6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi e bevande;

7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate al pubblico servizio, utilità, difesa e reverenza;

8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini ed equini, anche non raccolti in mandria.

Il furto, sia semplice che aggravato, è sempre procedibile di ufficio.

Sia il furto semplice che quello aggravato sono di competenza del Pretore.

L’arresto è facoltativo nel furto semplice. Per le ipotesi aggravate è facoltativo, ma se ricorrono le ipotesi del furto in abitazione, con violenza sulle cose o lo scippo ovvero il delitto ha per oggetto le armi, l’arresto in flagranza è obbligatorio anche per il solo tentativo.

Il fermo è consentito per il solo furto pluriaggravato.

L’impossessamento di armi, munizioni od esplosivi nelle armerie, ovvero in depositi o in altri luoghi adibiti alla loro custodia è punito dall’art. 4 Legge 8/8/1977, n.553.

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